VACANZE AI CARAIBI – IL FILM DI NATALE

Regia: Neri Parenti

Sceneggiatura: Neri Parenti, Fausto Brizzi, Marco Martani, Domenico Saverni, Christian De Sica

Anno: 2015

Durata: 100’

Nazione: Italia, Repubblica Dominicana

Fotografia: Gino Sgreva

Montaggio: Luca Montanari

Scenografia: Maria Stilde Ambruzzi

Costumi: Eleonora Rella

Colonna sonora: Bruno Zambrini

Interpreti: Christian De Sica, Massimo Ghini, Angela Finocchiaro, Luca Argentero

TRAMA

Il nuovo cinepanettone.

RECENSIONE

Da alcuni anni che mi sentivo, come molti altri italiani, privato di un momento importante della ritualità natalizia. Dopo l’abbondante pranzo del 25 dicembre nessun digestivo era più potente del “giro al cinema” per ammirare uno degli oramai classici “cinepanettoni”. E se la firma era di Neri Parenti la qualità era assicurata. Dopo il successo di Vacanze di Natale a Cortina del 2011 eravamo stati privati di questa gioia: rinchiuso il Cav. Silvio Berlusconi a Cesano Boscone, il Loden di Mario Monti e le lacrime della Fornero avevano imposto al paese un cambio di copione: gli italiani da ridanciani erano diventati sobri. E venne il renzismo, e con lui la “ripresa”: natura abhorret a vacuo e se invece dei labbroni di Ruby dobbiamo accontentarci delle caste trecce della Boschi ce ne faremo una ragione.

vacanze-caraibi

Ma che il peggio sia passato ce lo conferma il ritorno in grande stile di Christian De Sica. Guidato dal meraviglioso Neri Parenti il mattatore non si smentisce e regala una prestazione all’altezza delle aspettative (unico neo l’assenza del grande Massimo Boldi e delle sue avventure intestinali). Non saprei da che parte iniziare per lodare il film, che rappresenta certamente il meglio della cinematografia italiana degli ultimi anni. La sapienza di Neri Parenti nel calcolare al millimetro gli elementi del cocktail è ammirevole.

E’ evidente come questo film rappresenti anzitutto un inno alla libertà e un atto d’accusa contro il suo nemico oggi più potente: il politicamente corretto. E così, fin dal principio del film differenze etniche, orientamenti sessuali vengono travolti in una girandola di risate, come nella miglior commedia latina. Non manca anche una leggera e mai seriosa ironia sulla “malattia tecnologica” dei nostri giorni, che ai rapporti reali preferisce gli scambi in chat. Come è giusto che sia, non è mancata la bellezza femminile in costume, anche se su questo (ed è forse l’unico appunto che si può fare al film) avremmo preferito che il regista osasse di più. Ma su tutti ha svettato lui: Christian de Sica. Senza un segno di invecchiamento ci regala un personaggio amaro e irresistibile, sempre pronto a fronteggiare le avversità con l’astuzia e la battuta pronta. E’ l’ immagine di un’Italia divertente, ma cruda, spietata. La stessa Italia che, dopo la guerra, Vittorio De Sica aveva fatto conoscere al mondo. Da ladri di biciclette a ladri di ville caraibiche, la stessa allegra disperazione. E forse il figlio, ai Caraibi, ha superato il padre.

Voto: 10

Marco Brighenti

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