JOHN WICK

Regia: David Leitch, Chad Stahelski

Sceneggiatura: David Kolstad

Anno: 2014

Durata: 101’

Produzione: USA

Fotografia: Jonathan Sela

Montaggio: Elísabet Ronaldsdóttir

Scenografia: Dan Leigh

Costumi: Luca Mosca

Colonna sonora: Tyler Bates, Joel J. Richard

Interpreti: Keanu Reeves, Michael Nyqvist, Alfie Allen, Willem Dafoe, Adrienne Palicki, John Leguizamo, Ian McShane

TRAMA 

Non rubare le automobili di altri e soprattutto non uccidere i cani di altri. Soprattutto se si tratta di ex killer della mafia.

RECENSIONE

Gli assassini che rubano la Ford Mustang del 1969 e che ammazzano la tenera beagle a questo sventurato (a cui fra l’altro è morta pure la moglie, sì), non sanno che in realtà è John Wick, ex killer temuto da tutti i più grossi malviventi newyorkesi e non solo. I criminali, poi, non sanno manco che questo individuo era in combutta con il padre di uno di loro, tale Viggo Tarasov – boss della mafia russa, dedito alla vodka e al rifiuto della lingua inglese -. Dopo che Tarasov ha implorato Wick di dimenticare inutilmente la faccenda, parte la caccia. Wick dissotterra le armi ormai in finite pensione e si trasferisce presso un lussuoso hotel di Manhattan, in realtà un vero e proprio alloggio per killer da tutto il mondo. Tra sparatorie, accoltellamenti, inseguimenti, botte da orbi e qualche battuta al vetriolo, Wick  otterrà la sua vendetta.

wick

Diretto dall’accoppiata David Leitch & Chad Stahelski, il film accomuna trovate gustose come l’hotel-covo di assassini o il personaggio della perfida Miss Perkins (l’attrice Adrienne Palicki). Altre, invece, ridondanti come ad esempio il personaggio di Willem Dafoe (per quanto sia sempre Dafoe), o la scelta di rappresentare la vita da malvivente come nella migliore tradizione hollywoodiana (sesso, mignotte, armi e omicidi). Keanu Reeves perfetto come gelido e granitico killer spietato, anche se un po’ troppo legnosetto in alcuni passaggi. Una New York fotografata ottimamente da Jonathan Sela con luci fredde e bluastre facendola sembrare un misto fra Gotham City e Milano, anche se qualche volta compare, inevitabilmente, l’effetto “cartolina” come nelle scene girate vicino al ponte di Manhattan. Un sceneggiatura semplice basata sul binomio morte-vendetta dove gli ingredienti del film d’azione ci sono tutti (anche se non sempre bilanciati), i richiami a Matrix e a Kill Bill pure, però… Se il film vuole prendersi sul serio dovrebbe smollare qualche cliché di troppo e puntare su qualcosa di più originale, se invece il film cerca di fare il verso al cinema da testosterone alla Sylvester Stallone, alla Arnold Schwarzenegger o alla Bruce Willis (musiche comprese) allora ci siamo quasi, ma non del tutto. È un prodotto che vuole rievocare i fasti di un cinema da sparatoria anni Novanta, ma che purtroppo ha attinto dalle sue peculiarità meno riuscite, tranne per qualche battuta sarcastica che può far sorridere. Compiuta la vendetta durante, non rimane più niente poi.

Voto: 5

Francesco Foschini

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