SIX FEET UNDER

Regia: Alan Ball

Nazione: USA

Anno: 2001-2005

Numero stagioni: 5

Numero episodi: 63

Durata episodio: 60′

Interpreti: Peter Krause, Michael C. Hall, Frances Conroy, Lauren Ambrose, Freddy Rodriguez, Mathew St. Patrick, Rachel Griffiths

Vino vs. Coca Cola

Non sono mai sazio, ho sempre appetito. Il cinema non è più sufficiente, così ho iniziato a cibarmi voracemente anche di serie TV, dicono tutti che sono il massimo. Ne ho viste tante, ho fatto lunghe maratone sbragato sul divano di casa con il cellulare pronto al primo languore a chiamare in soccorso il delivery più vicino o più gustoso. Hamburger, patatine, pizza e pigrizia. Trash food e cultura di massa. Serialità in tutti i sensi, molto spesso noia. Ho visto molto, ho guardato Dexter, ho visto Breaking Bad, ho riso qualche volta con The Big Bang Theory, mi sono smarrito negli intrighi di Games of Thrones o nei continui misteri di Lost, nelle indagini spirituali di True Detective e posso finalmente dire la mia al tavolo del grande dibattito.

Lost

Io non credo che le serie Tv abbiano superato il cinema. Certo Il mercato dell’Home video è in crescita, sempre più persone, anno dopo anno, comprano  in dvd o Blue Ray prodotti pensati appositamente per la televisione a  scapito dei film. E i produttori? Beh  giustamente seguono interessati i gusti del pubblico, investono nelle idee dei loro sceneggiatori  e cercano di offrire tutti i mezzi necessari per liberare al galoppo le fantasie dei creativi con risultati sorprendenti. Effetti speciali incredibili, qualità cinematografica, alto tasso di spettacolarità. Suspance, musiche, colpi di scena, intrattenimento puro. Ma poco di più. Spesso dopo qualche puntata ho la netta sensazione di rimasticare sempre lo stesso boccone e che le storie diventino più intricate che interessanti.

Gli archi narrativi dei personaggi si dilungano e contorcono su loro stessi in attesa di un nuovo conflitto di una nuova sorpresa, del prossimo colpo si scena che ci porterà avanti almeno un’altra stagione. Ma c’è di più, a  differenza di un certo cinema, le serie televisive nascono fin dal principio per essere un prodotto industriale, dedicato ad un mercato specifico che risponde ad esigenze precise. Tutte le leve di marketing sono lì, pronte a essere azionate, per promuovere, solleticare, incuriosire, vendere. Sono quindi degli ottimi snack, utilizzano ingredienti a lunga scadenza, ipoallergennici – e noi come tali li scartiamo e ce li godiamo, ma non pretendiamo per favore che siano alta cucina. Il Packaging è interessante, a volte geniale ma non  hanno mai lo stesso sapore di un piatto espresso cucinato con attenzione e cura, con amore e ricerca, con la voglia di creare qualcosa di unico e condividere la visione autentica di un mondo e i sapori personalissimi che fino ad un momento prima erano solo negli occhi e nel palato del regista.

Sei passi sopra

Certo ci sono delle eccezioni, così tra le serie distribuite in Italia negli ultimi anni merita attenzione Six Feet Under, nata dalla mente di Alan Ball, sceneggiatore di American Beauty e creatore di True Blood. Si tratta di una dark commedy originale e fantasiosa, piena di spunti creativi, di sogni macabri e di visoni oniriche stupefacenti e divertentissime. E’ la storia di una famiglia di becchini, dei loro intrecci amorosi, delle loro aspettative e dei movimenti intimi che li animano e che puntata dopo puntata strisciano fuori muovendo le loro ambizioni e dando vita a nuove paure che illuminano ogni episodio per la creatività della loro rappresentazione.

In Six Feet Under ci sono dei personaggi a tre dimensioni, che hanno una vita e puntata dopo puntata viene voglia di andare avanti non tanto per capire come il protagonista uscirà dall’ennesima trappola in cui ormai sembra spacciato, ma per la curiosità di scoprire come le relazioni tra i personaggi si intesseranno ed evolveranno, come gli attori, episodio dopo episodio, cambieranno lentamente il loro sguardo sul mondo.

In poche altre serie, anche di ottima fattura, mi è capitato di vedere cinema.

Luca Del Vescovo

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